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Notizie

Italia, 11 Miliardi di Euro in Discarica

Trasformare i rifiuti in valore per la comunità intera. E’ una strada già da tempo percorsa con successo da molti Paesi dell’Europa. In particolare, l’utilizzo dei termovalorizzatori, vale a dire quegli inceneritori di rifiuti in grado di trasformare gli scarti delle città in calore, riscaldare acqua e successivamente produrre energia elettrica, in molti Paesi sono una pratica virtuosa e affermata soprattutto. Del resto la normativa dell’Unione Europea ha stabilito la graduale dismissione delle discariche attraverso la promozione del recupero dei rifiuti che smaltiamo ogni giorno (col riciclo e il compostaggio successivi alla raccolta differenziata) e ha definito il graduale recupero di energia (con la termovalorizzazione). In futuro in discarica potrà essere conferita solo la materia residua di tali processi.

L’Italia si trova ancora in una condizione di arretratezza rispetto ai Paesi più evoluti in termini di gestione del tema rifiuti. I primi della classe, neanche a dirlo, sono i Paesi del Nord come Germania, Svizzera, Olanda, Belgio, Svezia, Austria, Danimarca e Norvegia. Qui i maxi impianti sono spesso inseriti nei contesti urbani.

Va detto anche che, di contro, altri Paesi europei fanno un uso ancora molto limitato o nullo dei termovalorizzatori. E’ il caso, per esempio, della Spagna, della Grecia e dell’Irlanda.

Per dirla in numeri, nell’Europa a 27 la media dei rifiuti che termina in discarica è al 37% mentre un 23% finisce nei termovalorizzatori. Un altro 25% prende la strada del riciclaggio e il rimanente 15% è indirizzato al compostaggio (dati del 2011 su fonte Eurostat). I Paesi virtuosi sono quelli che mandano in discarica meno del 7% dei materiali mentre sono fanalino di coda quelli che, per questo tipo di smaltimento, vedono una quota superiore al 60%.

L’Italia sta tra i Paesi in mezzo a questi due estremi (tra il 30 e il 50% in discarica). Da noi è ancora diffuso in maniera prevalente il ricorso alle discariche, che smaltiscono il 49% dei rifiuti prodotti. Il 17 per cento appena del materiale finisce nei termovalorizzatori, il rimanente 21 per cento viene trattato con il riciclaggio e il 13% finisce in compostaggio. Secondo un recente studio di Cdp, in Italia si producono annualmente circa 170 milioni di tonnellate di rifiuti, tra urbani, speciali e pericolosi. E tenendo conto del contenuto energetico dei rifiuti, si stima che negli ultimi dieci anni la distruzione di ricchezza in discarica sia stata pari a circa 11 miliardi di euro (0,7 p.p. di Pil).

Per fare un confronto, in Germania il livello di scarti smaltiti in discarica si avvicina a zero. I Paesi più̀ virtuosi, invece, utilizzano in maniera ampia i termovalorizzatori, come unica destinazione finale di smaltimento delle frazioni secche non recuperabili.

Negli ultimi decenni il ricorso alla termovalorizzazione in Europa è tuttavia notevolmente aumentato e oggi ci sono più di 450 impianti attivi.

Una soluzione che farebbe bene anche all’Italia anche come parziale via di uscita dal problema delle discariche ormai stracolme.

La Stampa, 23/06/2014

Per avere maggiori informazioni sullo smaltimento Rifiuti Industriali in provincia di Cuneo, Torino o Asti puoi contattare gli uffici Grandambiente a Genola al numero: 0172/648029

Smaltimento Amianto provincia di Cuneo, Torino, Asti?

Tutti hanno il dovere di comunicare la presenza di amianto – o il sospetto della presenza di amianto – in qualsiasi forma (compatta o friabile) negli edifici, impianti o luoghi pubblici o privati. Scopri come possiamo aiutarti o richiedi gratuitamente l’intervento di un nostro tecnico per accertare la presenza di amianto e i costi di smantellamento.


La tecnologia al servizio dell’ambiente, ecco Trashpic!

Si chiama ‘Trashpic’ l’innovativa applicazione che consente di segnalare la presenza di rifiuti abbandonati attraverso l’invio di una foto dal proprio smartphone. E’ il servizio di punta del progetto Smile (Strategies for marine litter and environmental prevention of sea pollution in coastal areas), cofinanziato con 570.958 euro dall’Unione Europea attraverso il programma ambientale Life.

L’immagine viene inoltrata automaticamente alle autorità che provvedono alla rimozione del rifiuto (localizzato attraverso un sistema presente nell’applicazione) e al successivo monitoraggio dell’area. Presentata oggi a Tovo San Giacomo, in provincia di Savona, l’iniziativa si propone di preservare le coste e l’entroterra liguri dall’abbandono dei rifiuti. Tra i promotori ci sono la Regione Liguria, Liguria Ricerche, Legambiente Liguria, Arpal, Olpa e il Comune di Pietra Ligure.

“E’ un sistema innovativo – spiega Avio Valeriani, sindaco di Pietra Ligure – che siamo certi tornerà molto utile e si rivelerà un valido strumento per contrastare il littering, dando un contributo importante alla salvaguardia del territorio”.

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Smaltimento Amianto provincia di Cuneo, Torino, Asti?

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Gli imballaggi? Non un rifiuto, ma una risorsa con 220.000 occupati

Conai presenta il primo Rapporto di sostenibilità, il primo green economy report in Italia.

L’Industria del riciclo non fa solo bene all’ambiente, ma all’economia con 1.400 aziende del riciclo made in Italy che hanno un fatturato di 9,5 miliardi di euro e all’occupazione con più di 220.000 persone occupate tra diretto e indotto. Questi dati “in verde” dell’attività di riciclo degli imballaggi nazionali sono stati resi noti oggi in occasione della presentazione del primo rapporto di sostenibilità del Conai, il Consorzio per il recupero degli imballaggi, che è anche il primo Green economy report in Italia, realizzato con la collaborazione della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile. Sono molte le eccellenze ambientali che dal 1997 (anno di inizio dei lavori del Conai) ad oggi hanno aumentato la sostenibilità del sistema. In questi 15 anni, infatti, grazie al recupero degli imballaggi è stata evitata la costruzione di almeno 100 discariche, sono stati re-immessi nel ciclo produttivo 7,5 milioni di tonnellate di materie prime derivanti dai rifiuti da imballaggio, sono stati quindi risparmiati 30 milioni di barili di petrolio, 300 milioni di alberi e 111 milioni di metri cubi d’ acqua. Guardando le percentuali di riciclo, ogni materiale ha un suo “standard”: si ricicla di più la carta con l’ 85%, l’ acciaio con il 75%, il vetro con più del 70%, seguiti da alluminio con il 59%, legno 55% ed infine la plastica con il 37%. Secondo una ricerca, poi, chi ci guadagna dall’attività di riciclo è il sistema paese. A fronte, infatti, di 4,1 mld di contributi versati dalle aziende consorziate, il recupero degli imballaggi dei 6 materiali ha prodotto 15,2 mld di benefici per l’Italia con in prima linea i 5,3 miliardi di costi di smaltimento evitati e 2,4 miliardi di materie prime-seconde recuperate.

fonte: Econews web

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Italia: Rischio Amianto per 342.000 Alunni

Roma, 31 maggio 2014 – Gli interventi necessari per la messa in sicurezza delle scuole. Intonaci che crollano, rubinetti che perdono e vetri rotti. Ma anche seri problemi strutturali. Preoccupano i dati sullo stato della nostra edilizia scolastica. Degli oltre 41.000 edifici scolastici statali, il Censis stima che in 24.000 gli impianti (elettrici, idraulici, termici) non funzionano, sono insufficienti o non sono a norma. Sono 9.000 le strutture con gli intonaci a pezzi. In 7.200 edifici occorrerebbe rifare tetti e coperture. Sono 3.600 le sedi che necessitano di interventi sulle strutture portanti (tra queste mura 580.000 ragazzi trascorrono ogni giorno parecchie ore) e 2.000 le scuole che espongono i loro 342.000 alunni e studenti al rischio amianto. Edifici malandati e vetusti: più del 15% è stato costruito prima del 1945, altrettanti datano tra il ’45 e il ’60, il 44% risale all’epoca 1961-1980, e solo un quarto degli stabili è stato costruito dopo il 1980.

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Lampadine: cresce il recupero. Bravi noi o durano di meno?

Sempre più attenti i cittadini a differenziare, e sempre più organizzati i consorzi addetti al recupero. La raccolta di lampadine a basso consumo ha segnato un +16% con oltre 1.905 tonnellate raccolte su territorio nazionale gestite dal consorzio Ecolamp. Da questi rifiuti è stato recuperato il 95% di materie prime seconde come plastica, vetro e metalli e sottratto alla dispersione nell’ambiente il mercurio contenuto. Viene da chiedersi se i risultati positivi siano solo frutto del corretto smaltimento oppure di una durata limitata delle lampadine a incandescenza.

BRAVI NOI – «Non è il segnale che abbiamo, non ci risulta che le lampadine a risparmio energetico durino meno di quanto promesso dai produttori. I cittadini sono più consapevoli dell’importanza di un corretto smaltimento»,commenta Monia Maccarini, dal marketing di Ecolamp. «Inoltre alcuni punti vendita della grande distribuzione si sono organizzati con il ritiro “uno contro zero”, e questo ha dato impulso alla raccolta».

NUOVA NORMATIVA EUROPEA – Dal 14 febbraio per la raccolta Raee, i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, entra in vigore la normativa europea, che chiede ai produttori di raccogliere il 45% dei rifiuti e semplifica la vita al consumatore introducendo l’“uno contro zero”: gli esercizi commerciali superiori ai 400 metri quadrati dovranno assicurare il ritiro gratuito senza obbligo d’acquisto di un prodotto equivalente. Vale per le lampadine e per i piccoli elettrodomestici (dimensioni esterne inferiori a 25 centimetri).

RAEE – Per quanto riguarda la raccolta dei Raee, è di nuovo la Lombardia la regione più virtuosa con 70.400 tonnellate di frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, forni e cappe trattati nel 2013: Milano svetta tra le province riciclone, mentre in forte ascesa sono Toscana ed Emilia Romagna secondo i dati Ecodom, il Consorzio italiano per il recupero e il riciclaggio degli elettrodomestici, sull’attività relativa all’anno 2013. Il dato lombardo significa un riciclo di 43.723 tonnellate di ferro, 1.684 di alluminio, 1.974 di rame e 6.840 di plastica. E 768 mila tonnellate di anidride carbonica equivalenti non immesse in atmosfera.

ECODOM – Ecodom, che nel 2013 ha effettuato oltre 33 mila ritiri dalle isole ecologiche, registra tuttavia una flessione della quantità totale dei Raee gestiti rispetto al 2012, un calo dell’1,5%. «La contrazione è contenuta rispetto al -17% registrato nel 2012», conclude Giorgio Arienti, direttore generale di Ecodom. «Con 34.900 tonnellate di rifiuti trattati nel 2013 la quantità di Raee gestiti dal Consorzio è rimasta sostanzialmente stabile. In termini ambientali, oltre ad aver evitato l’immissione in atmosfera di una quantità di CO2 pari a quella assorbita in un anno da un bosco con una superficie di 780 chilometri quadri, abbiamo determinato un risparmio energetico di oltre 73 milioni di kWh di energia elettrica, corrispondenti al consumo energetico annuo di oltre 60 mila persone».

Fonte: www.corriere.it (Anna Tagliacarne)

Pubblicato il 7 Febbraio 2014

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La Regione Piemonte detta le regole per la rimozione dell’amianto effettuata da privati  

La presenza nelle abitazioni di manufatti contenenti amianto di piccole dimensioni, sovente induce i proprietari a rimuoverli o a raccoglierli con modalità non corrette per evitare i costi derivanti dagli obblighi normativi in vigore, esponendo loro stessi e l’ambiente in generale al rischio amianto. Tali motivazioni hanno reso necessaria l’adozione, da parte delle Regione Piemonte,  di iniziative appropriate volte ad incentivare comportamenti corretti da parte dei cittadini che intendono procedere personalmente alla rimozione/raccolta di materiale contenente amianto. A tale proposito è stato approvato, con Deliberazione della Giunta Regionale Piemontese del  18 dicembre 2013, il testo delle “Indicazioni operative per la rimozione e la raccolta di modeste quantita’ di materiali contenenti amianto in matrice cementizia o resinoide presenti in utenze civili da parte di privati cittadini”. Il documento contiene le prescrizioni ed i limiti cui dovranno attenersi coloro che, nell’ambito del territorio regionale, intenderanno rimuovere personalmente piccole quantità (superfici non superiori ai 30 mq) di materiale contenente aminato. Per avere maggiori ragguagli sul provvedimento, già operativo, potrete rivolgerVi ai recapiti di Grandambiente srl.

Pubblicato il 23 Gennaio 2014

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Mud 2014, approvata la nuova modulistica

Il Dpcm 12 dicembre 2013 approva la nuova modulistica da utilizzare per la dichiarazione ambientale 2014 (Mud) che i soggetti interessati dovranno effettuare entro il prossimo 30 aprile 2014 con riferimento ai rifiuti gestiti nel corso del 2013.

La nuova modulistica ai fini dell’annuale denuncia ai sensi della legge 70/1994, è stata approvata vista la ancora non piena operatività del Sistri, il sistema di tracciamento telematico dei rifiuti (ex articolo 52, Dl 83/2012, convertito in legge 134/2012). Ricordiamo, infatti che in base all’ultimo provvedimento in materia, il Dl 101/2013 (convertito con modifiche dalla legge 125/2013), l’operatività del sistema scatta secondo un calendario (diversificato per tipologia di soggetti) che va dal 1° ottobre 2013 all’agosto del 2014.

Il modello unico di dichiarazione ambientale (Mud) e le relative istruzioni sostituiscono integralmente quelli approvati con Dpcm 20 dicembre 2012. Il modello sarà utilizzato per le dichiarazioni da presentare entro il 30 aprile di ogni anno, con riferimento all’anno precedente, fino alla piena entrata in operatività del Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri).

Fonte : www.reteambiente.it

Pubblicato il 31 Dicembre 2013

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Istat, -3,9% raccolta rifiuti e cresce differenziata

Un calo del 3,9% della raccolta dei rifiuti urbani nei comuni capoluogo di provincia ed un contestuale incremento della raccolta differenziata, che ha raggiunto il 34,9% dei rifiuti urbani. Questi i dati più significativi, relativi al 2012, che emergono dal report dell’Istat “Eco management e servizi ambientali nelle città: rifiuti, acqua, energia”.
Secondo l’Istat, c’e’ stata una nuova contrazione dei consumi di acqua potabile per uso domestico, scesa in 11 anni del 18% a 172 litri al giorno per abitante e dispersioni idriche nelle reti comunali ancora elevate e pari al 33,9%.Infine registrata una diminuzione dello 0,8%, sempre nei capoluoghi, dei consumi domestici di energia elettrica e del gas metano.
Nel 2012, secondo l’Istat, sono state raccolte oltre 10 milioni e 200 mila tonnellate di rifiuti urbani nel complesso dei comuni capoluoghi di provincia, pari a 567,3 kg per abitante. Con 626,7 kg per abitante, i comuni capoluogo di provincia del Centro continuano a essere quelli dove si raccolgono le quantità maggiori di rifiuti urbani; nei capoluoghi del Nord se ne raccolgono circa 550,7 e nel Mezzogiorno 536,2. Permangono, sempre secondo l’Istat, le differenze territoriali anche per la percentuale di raccolta differenziata sul totale dei rifiuti urbani, pari al 46,1% nei comuni capoluogo del Nord, al 32,0% in quelli del Centro e al 21,4% nel Mezzogiorno.
Quattro centri urbani (Vercelli, Udine, Oristano e Benevento) entrano poi nella lista dei comuni (diventano ora 11) che hanno raggiunto l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata. Altro indicatore ambientale positivo e’ il calo del consumo pro capite di acqua fatturata per uso civile domestico, che nel 2012 è pari a 172,1 litri per abitante al giorno. I 9 comuni con i consumi pro capite più elevati si trovano per lo più nel Nord-ovest (oltre a Brescia, Pavia e Lodi, Torino e Milano tra i grandi comuni). Resta poi elevata la dispersione idrica, pari al 33,9%: in media, dei 403 litri per abitante immessi giornalmente nella rete di distribuzione dei capoluoghi, se ne riescono a erogare circa 267. Nel 47% dei capoluoghi del Sud si supera la soglia del 40% di dispersione.
Quanto ai consumi di energia elettrica legati all’uso domestico, sono pari a 1.185,9 kWh per abitante (-0,8% sul 2011). Tra i centri più grandi si concentrano le città con i consumi più elevati, nella metà dei casi superiori alla media (Padova, Bologna, Firenze, Roma, Bari, Palermo, Catania e Cagliari). Anche nell’impiego del gas metano per uso domestico e riscaldamento – conclude l’Istat – prosegue la contrazione dei consumi già rilevata nel 2011. Nel 2012 i consumi pro capite per il complesso dei capoluoghi ammontano a 386,5 metri cubi per abitante (-1,2% rispetto all’anno antecedente), con riduzioni più accentuate tra le città del Centro (-6,8%).

Fonte: www.ansa.it

Pubblicato il 5 Dicembre 2013

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In Italia 200mln  di elettrodomestici ‘dimenticati’

Smettiamo di usarli, e piano piano li dimentichiamo in casa, o li mettiamo da parte volutamente. Sono quegli elettrodomestici, ormai in disuso, che potrebbero esser buttati e avviati al riciclo ma che invece rimangono nelle case degli italiani. In media ce ne sono 8 a famiglia per un totale di 200 milioni di pezzi (quasi un quinto delle apparecchiature elettriche ed elettroniche possedute), che in chiave di una corretta gestione dei rifiuti sarebbe come avere una piccola miniera di materie prime non ancora scoperta.
La fotografia di questo ‘tesoro’ di rifiuti nascosto viene scattata da una ricerca di Ecodom (il Consorzio italiano per il recupero e il riciclaggio degli elettrodomestici) sui Raee (Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) commissionata a Ipsos.
Lo studio è stato rilanciato nell’ambito dell’iniziativa ‘Garage story’ che prova a capire le ragioni del fenomeno e a ricordare l’importanza di un corretto trattamento dei Raee, anche attraverso la definizione dell’identikit del ‘non-riciclatore’.
Al primo posto, tra i grandi elettrodomestici abbandonati chissà dove nelle proprie case, troviamo i condizionatori portatili (32%), seguiti da asciugatrici (21%) e boiler elettrici (16%).
Tra i piccoli sul podio le pianole (48%), seguite dai video registratori (43%) e dai monitor per il tubo catodico (38%). In cucina restano inutilizzate anche le friggitrici (32%), i macinacaffè (31%) e i tostapane (20%).
Eppure, ogni apparecchiatura ‘dimenticata’ è una piccola miniera di materie prime che potrebbero tornare ad essere usate: da un frigorifero per esempio si ottengono fino a 28 kg di ferro, 6 kg di plastica e oltre 3 kg tra rame e alluminio (in tutto circa 40 kg di materie prime seconde). Ecodom ne ha recuperato 62.000 tonnellate nel 2012: primo posto per il ferro con oltre 44.000 tonnellate; segue la plastica (7.000 tonnellate), rame (2.000 tonnellate) e alluminio (1.700 tonnellate). L’utilizzo delle materie prime ottenute ha consentito un risparmio energetico pari al consumo annuale della città di Viterbo (più di 60.000 persone).
“I Raee possono diventare risorse preziose se correttamente trattati – commenta Giorgio Arienti, direttore generale di Ecodom – e ciascuno di noi può svolgere un ruolo decisivo per valorizzare il ‘tesoro’ nascosto (e dimenticato) nelle nostre case. D’altra parte, se non ce ne liberiamo in modo corretto, i Raee rappresentano un rischio per l’ambiente. Con soli 4 kg pro-capite all’anno correttamente trattati, l’Italia si colloca oggi al sedicesimo posto della graduatoria europea, lontana dagli obiettivi di raccolta europei, pari a circa 12 kg per abitante all’anno dal 2019”.

Fonte: www.ansa.it

Pubblicato il 27 Novembre 2013

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SISTRI: alcune novità

L’Aula della Camera ha approvato ieri, in seconda lettura, il disegno di legge di conversione, con modificazioni, del Decreto Legge 31 agosto 2013, n. 101, recante disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni (AC.1682, approvato dal Senato) (scadenza 30 ottobre 2013).

In particolare si segnala che l’articolo 11 (Semplificazione e razionalizzazione del sistema di controllo della tracciabilità  dei rifiuti e in materia di energia) è stato approvato con diverse modifiche, tra le quali:

1· Si stabilisce che il termine iniziale di operatività  del Sistri, fissato al 1° ottobre 2013, varrà  per gli enti o le imprese che raccolgono o trasportano o che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione rifiuti speciali pericolosi;

2· Viene affidato ad un DM il compito di disciplinare le modalità  di una fase di sperimentazione per l’applicazione del SISTRI, a decorrere dal 30 giugno 2014, per gli enti o imprese che raccolgono o trasportano o che effettuano operazioni di trattamento, recupero, smaltimento, commercio e intermediazione di rifiuti urbani pericolosi a titolo professionale, a partire dal momento in cui detti rifiuti sono conferiti in centri di raccolta o stazioni ecologiche comunali o altre aree di raggruppamento o stoccaggio;

3· Si prevede che nei 10 mesi successivi al 1° ottobre 2013, continuino ad applicarsi gli obblighi contenuti nel Codice ambientale e relativi alla responsabilità  della gestione dei rifiuti, catasto dei rifiuti, registro di carico e scarico e trasporto dei rifiuti, e le relative sanzioni.

4· Sono state inserite alcune disposizioni riguardanti compilazione e tenuta di registri di carico e scarico e del formulari.

Fonte : www.ambiente.it

Pubblicato il 30 Ottobre 2013

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Spazi più ampi e razionali per l’azienda del settore ambientale

A Genola la nuova “casa” di Grandambiente srl

Al centro della Provincia per essere più vicini alle esigenze degli utenti

Importanti novità per Grandambiente Srl, che lascia la sede di Cervere per trasferire la propria attività nel nuovo sito di Genola. Strutture più ampie e funzionali, spazi maggiori e razionali per assecondare al meglio le esigenze dei clienti. Nella nuova ubicazione di Via XXV Aprile n° 11, negli ampi spazi situati nell’area industriale adiacente alla statale che conduce a Savigliano, ora più che mai Grandambiente srl si propone quale partner ideale di aziende, privati, pubbliche amministrazioni per tutte le attività ecologiche ed ambientali, dallo smaltimento rifiuti ai servizi di consulenza.
Fedele al proprio slogan “Ogni rifiuto al posto giusto”, l’azienda ha voluto trovare la giusta collocazione al centro della provincia, per essere sempre più vicina alla esigenze dei clienti, che sempre più numerosi si avvalgono dei servizi offerti da Grandambiente srl.
La centralità della nuova sede rispetto al territorio della “Granda” garantisce la possibilità di interventi tempestivi senza penalizzare i costi, quanto mai fondamentali in periodi di difficile congiuntura economica.
Insomma una scelta fortemente meditata e voluta, che testimonia la vitalità e l’intraprendenza della dinamica azienda cuneese.
Per informazioni vi preghiamo di contattarci scrivendoci a info@grandambiente.it

Pubblicato il 21 Ottobre 2013

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